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I migliori gin del 2026: guida alla scelta

Dal gin italiano a quello giapponese: come riconoscere un buon gin e due bottiglie tra le più apprezzate per il tuo Gin Tonic.

A cura di Redazione VinciProdottiAggiornato il 2 giugno 2026
I migliori gin del 2026: guida alla scelta

Risposta breve: per un buon Gin Tonic di casa punta su un gin tra i 43 e i 47 gradi, con il ginepro ancora protagonista. Sotto i 40 gradi il sapore rischia di sparire annacquato dalla tonica. Qui sotto come orientarti tra i mille stili e due bottiglie che teniamo volentieri in dispensa.

I tre stili che devi conoscere

  • London Dry: il classico secco e diretto, ginepro in primo piano. La scelta sicura se non sai da dove partire.
  • Gin contemporanei, spesso italiani: più morbidi, con agrumi, fiori o spezie. Buoni anche lisci.
  • Gin giapponesi: delicati e puliti, lavorano sulla precisione più che sulla potenza.

Una cosa che si capisce solo provando: il gin giusto dipende dalla tonica. Un gin molto agrumato si perde sotto una tonica amara, mentre un London Dry secco la regge senza problemi. Quando compri il gin, scegli la tonica pensando alla coppia.

L'italiano da tenere in casa

Il Gin del Professore è uno di quei gin che mettono d'accordo: botaniche curate, niente eccessi, buono sia liscio sia in miscelazione.

Gin del Professore Monsieur
Del Professore

Gin del Professore Monsieur

(359)

Gin artigianale italiano nato con il Jerry Thomas Project: botaniche curate, ottimo nel Gin Tonic e nei classici.

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Per chi ama i profili puliti: il giapponese

Etsu va nella direzione opposta alla potenza: delicato, equilibrato, facile da bere. Una bella alternativa quando il London Dry ti sembra troppo aggressivo.

Etsu Gin Japanese
Etsu

Etsu Gin Japanese

(850)

Gin giapponese di Hokkaido con yuzu e tè: morbido, agrumato, facile da bere. L'alternativa gentile al London Dry.

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Domande frequenti

Qual è la gradazione giusta per un gin?

Per la miscelazione punta tra 43 e 47 gradi: regge la tonica senza sparire. I 40 gradi vanno bene per chi lo preferisce più leggero.

Che differenza c'è tra London Dry e gin contemporaneo?

Il London Dry è secco, con il ginepro protagonista. I gin contemporanei aprono ad agrumi, fiori e spezie, e risultano più morbidi, bevibili anche lisci.

Quale gin scegliere per il Gin Tonic?

Un London Dry secco è la scelta più sicura. Se ami i profili agrumati, abbinalo a una tonica neutra per non coprire le botaniche.

Il gin si conserva a lungo?

Sì. Essendo un distillato ad alta gradazione non scade: tappato e al riparo dalla luce mantiene il suo profilo per anni.

Vendita riservata ai maggiorenni. Come sempre, controlla formato e prezzo aggiornato su Amazon prima di ordinare.